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CHE NE
HAI FATTO DI TUO FRATELLO?
L'Associazione. intende affrontare il
problema della carcerazione, della pena,
del reinserimento e soprattutto della
tutela della famiglia dei detenuti con
particolare riguardo ai figli minori.
Anche in termini di prevenzione si
ritiene che molto ci sia ancora da fare.
La nostra Costituzione riconosce e
garantisce anche in tali contesti dei
diritti che vengono disattesi o violati.
Lo Stato a volte non riesce a tradurre
in pratica operativa taluni indirizzi
che pure sono imprescindibili in quanto,
spesso, i politici sono attratti da
altri problemi, e l'apparato
burocratico, statico ed imbrigliato da
se stesso, si dimostra incapace di
rispondere positivamente a dei problemi
che rimangono senza interlocutori.
Il rifiuto e la paura d'affrontare il
problema della carcerazione e quelli
connessi non risolvono certamente né il
problema della famiglia, tantomeno il
problema sociale dell'ordine pubblico da
quello derivanti.
La società italiana sin dall'Unità non è
riuscita a darsi un vero e proprio
equilibrio nelle stratificazioni e nella
distribuzione della ricchezza; ma
soprattutto non si è riusciti a dare
un'educazione del lavoro e del
risparmio: la disoccupazione e le regole
del consumismo hanno impedito siffatto
processo che è alla base di ogni ordine
sociale e quindi di ogni deviazione da
esso.
La stessa concezione dello Stato è
assente o distorta. I nostri cittadini
non sono stati educati ai propri
diritti. Non e stata insegnata loro la
Costituzione Italiana tantomeno
conoscono la legge penale che pure dà
per scontato sia conosciuta da tutti.
Sono delle lacune incredibili che danno
il senso della situazione.
Un cittadino che non conosce il proprio
Stato non può amarlo, non può
rispettarlo, né ubbidirgli, né farsi
sentire nelle proteste, né nelle
proposte.
E' un cittadino nominalmente dello
Stato, ma sostanzialmente ne è fuori. Se
partecipa a delle attività Io fa per
coercizione o per timore o per rispetto
dell'autorità che in quel momento la si
identifica giustamente, ma senza
colpevolezza, con lo Stato.
Nella gran parte delle proprie attività
il cittadino non vede lo Stato presente
se non come esattore di tasse ed
impositore di regole neanche conosciute,
quindi come impositore di divieti.
L'Associazione intende impegnarsi per
contribuire ad un necessario e vitale
riordino dei ruoli e delle competenze
nel rispetto delle Istituzioni e
dell'Autorità e nel rispetto dei diritti
dei cittadini e della famiglia, per
l'armonia insostituibile fra tutti i
cittadini e Io Stato, ed intende educare
i cittadini alla conoscenza dei propri
diritti e dei propri doveri nel rispetto
integrale della Costituzione, legge
fondamentale dello Stato.
L'Associazione è perfettamente
consapevole che gli abitanti della città
carceraria ed i familiari di questi
rappresentano la piaga più dolorante
della nostra società, soprattutto per
l'emarginazione consequenziale e per
l'odio che genera.
L'Associazione ritiene importante
costituire un settore che si occupi di
tali problematiche e che abbia finalità
di studio, di approfondimento e di
divulgazione. Tale settore che opererà
su tutto li territorio nazionale è
denominato: "CHE NE HAI
FATTO DI TUO FRATELLO?"
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